Giudice è chi per volontà propria o preciso incarico giudica persone o cose.
Per giudicare egli avrà bisogno di conoscere ciò che giudica: dovrà raccogliere informazioni, analizzarle e giungere ad una giusta ed equa sentenza.
E se egli fosse uno degli schiavi del mito della caverna?
Giusto per rinfrescare un po’ la memoria di questo mito platonico: pensate ad uomini legati in modo tale da non poter nemmeno voltarsi con la testa, rivolti verso il fondo di una caverna.
Questi uomini, lì da tutta una vita, non hanno visto altro se non una proiezione della realtà, ma per loro quella proiezione è realtà; perché hanno sempre e solo visto quella, hanno ragionato, vissuto, pensato sempre e solo in funzione di quella falsa realtà.
Se uno schiavo riuscisse a liberarsi e volesse “vedere” la realtà – quella vera – andrebbe incontro all’atroce dolore provocato dalla “luce” del mondo reale.
Bene, ipotizziamo che uno di questi uomini sia un giudice che basa le sue tesi sulla “realtà” trasmessagli dai mass media: può puntare il dito?
Può essere giudice giusto?
Non conoscere la verità potrebbe essere un buon motivo per astenersi dal giudicare?
Giudicare sulla base di falsità può condurre il giudice a chiamare “assassinio” il gesto di coraggio e di estremo amore nei confronti della figlia di un padre.
Per voi, è un criminale un uomo che ha passato 17 anni della sua vita al capezzale di un letto tra speranza e rassegnazione?
L’unica colpa di quest’uomo è quella di non aver taciuto la vicenda della figlia, ma è davvero una colpa?
A nessuno auguro una tragedia simile, ma voi cosa avreste fatto al posto di quel padre?
Ma è possibile che in questo Paese tutto debba essere strumentalizzato?
TANGENTI PETROLIO: BASILICATA, PDL CHIEDE ELEZIONI
Il Pdl chiede le elezioni regionali in Basilicata. Il senatore Egidio Digilio sollecita l’approvazione della legge finanziaria e poi il ritorno alle urne. “Le ricostruzioni giornalistiche del ’sistema di malaffare sul petrolio lucano’, in attesa delle conclusioni dell’ennesima inchiesta della magistratura potentina – dice Digilio -, rilevano una situazione particolarmente allarmante che richiede innanzitutto una risposta politica perche’ i cittadini continuino a credere nelle Istituzioni regionale e locali e in chi le rappresenta”. Caustico anche il coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Viceconte. “Pur non entrando nel merito delle vicende giudiziarie che vedono coinvolti diversi uomini del Pd lucano rispetto alle quali, per dare un nostro giudizio, attendiamo le decisioni finali della magistratura giudicante – rimarca Viceconte -, non posso non esprimere e confermare un giudizio estremamente negativo nei confronti del centrosinistra ed in particolare di questo governo regionale. I problemi reali della nostra regione, certamente acuiti da questa crisi mondiale, rappresentano una congiuntura sfavorevole che dura da anni all’interno dell’economia lucana. Tutto cio’ e’ evidentemente legato a delle responsabilita’ ben precise di chi, negli ultimi quindici anni, ha governato la Basilicata senza una capacita’ reale di rendere produttive le risorse finanziarie sia regionali che nazionali ed europee. Il centrosinistra si e’ messo in evidenza in questi anni soltanto per la sua litigiosita’ e non certo per la capacita’ di affrontare le problematiche piu’ emergenti della Basilicata”.
da Repubblica.it, 18 dicembre 2008
<<Le cause principali del rifiuto di chi è diverso sono infatti l’ignoranza e il ritenere le proprie abitudini valide per natura>>
Come possiamo capire ed “accettare” gli altri se non li conosciamo?
Prima di puntare il dito, dovremmo riflettere.
Stiamo commettendo dalla notte dei tempi sempre lo stesso errore: ritenerci superiori agli altri, noi i civili e gli altri gli incivili.
Tanta gente è morta per la sua diversità.
Perché aveva la pelle di un colore diverso, perché la pensava diversamente, perché apparteneva ad una razza “inferiore”, ma inferiore a chi? Chi sono i “superiori”? Non siamo tutti uguali?
A quest’ultima domanda tutti rispondono:<< Si, siamo tutti uguali>>, ma nei fatti…
Gli islamici? Uccidiamoli prima che ci uccidano, ci odiano, ci chiamano infedeli.
E pensare che papa Urbano II indisse le crociate proprio contro gli infedeli, che, al tempo, erano gli islamici.
Cristianità contro Islamismo, ieri, Islamismo contro Cristianità, oggi, ma non eravamo tutti uguali? Read entire article.