Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c’è un’ infinità di cose che la sorpassano
Blaise Pascal
Scienza dal latino “scire” conoscere, sapere. Ma come si fa a conoscere?
Aristotele parla di “naturale desiderio di conoscenza” dell’uomo. Ma da dove viene questo desiderio?
Lo Stagirita pone alla base di tutto la meraviglia.
Quando ci si meraviglia? Beh di fronte a qualcosa che ignoriamo, di fronte a ciò che ci fa accorgere del nostro “non-sapere”. È proprio dopo l’attimo di stupore che cominciano i dubbi. Dubbio, motore scatenante di quella conoscenza che per gli scienziati diventa spesso vera e proprio bramosia.
Pensate a quell’ Einstein che bruciò tutta la sua vita a studiare e/a risolvere montagne di equazioni alla ricerca della causa prima dell’ Universo. Voi l’avreste fermato?
Alla fine egli si pentì dei suoi sforzi perchè essi contribuirono alla creazione dell’atomica, ma fu davvero colpa sua?
Il problema è che al mondo non sono mai mancati “strumentalizzatori”: ci serve ribadire la nostra potenza militare?Creiamo la bomba H.
Ma perchè questa corsa frenetica? A cosa serve sapere se il Big Bang c’è stato o meno?
L’uomo si distingue (quantomeno dovrebbe) dall’animale per la ragione.
Spesso cose pragmaticamente “inutili” hanno segnato grandi rivoluzioni che vanno ben oltre il mero ambito scientofico: la teoria eliocentrica, ad esempio.
Nel sistema aristotelico-tolemaico si considerava la Terra al centro dell’Universo, veniva così a giustificarsi l’organizzazione gerarchica della società. La teoria eliocentrica smosso non solo il pensiero filosofico-scientifico, ma contribuì ad un radicale cambiamento della società.
Individualism vs Authority, Individualismo contro Autorità.
La conoscienza rende liberi. Pensate alle antiche Colonne d’Ercole, limite mentale più che fisico, e ricordate ciò che Dante scrisse nella Divina Commedia: “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Se l’uomo non avvesse oltrepassato quelle Colonne, oggi non potremmo mangiare nemmeno la nostra amata pasta col sugo (i pomodori erano al di là)
Vivere nel dubbio comporta ardente desiderio di colmare l’incolmabile ignoranza, e allo stesso tempo, paura.
É normale che l’uomo abbia paura di ciò che ignora.
I primitivi probabilmente ebbero paura del fuoco, ma poi lo “addomesticarono”. E poi, bisogna affrontare le proprie paure, no? I Greci inventarono, per farlo, la tragedia: immedesimarsi, vivere le proprie paure serve ad allontanarle.
Clonazione, cellule staminali: avete paura che la Scienza crei esseri immortali?Questo non accadrà mai a meno che la politica e l’economia non prendano il sopravvento.
Se vostro figlio stesse studiando le cellule staminali, lo fermereste? E se scoprisse un rimedio al cancro?
Spesso i media assumono nei confronti della ricerca toni “cinematografici” ed apocalittici: scoperte in biotecnologia? Ecco pronto l’esercito dei cloni, nessuno dice invece che quella ricerca potrebbe portare a “pezzi di ricambio” per l’uomo come cuori, polmoni: vite salvate.
Ma pensiamo ai casi più eclatanti di eutanasia e testamento biologico, oggi alla ribata, sono apparse, spesso, purtroppo, le immagini di una Scienza fredda, insensibile, senza cuore e di una Chiesa buona e giusta, amante della vita. Come se gli scienziati la disprezzassero.
In verità, uno Stato laico dovrebbe garantire libertà di pensare e di scegliere (nel rispetto del buon costume) ai suoi cittadini cattolici e non.
La Scienza ama la vita.
Ma ha senso vivere de vegetale? Un uomo è morto quando il suo cuore smette di battere o quando il suo encefalogramma è piatto?
Entrambe le tesi troverebbero un’infinità di argomenti a favore e contro, quindi la risposta è libertà.
Lo Stato garantisca libertà di scegliere della propria vita.
La Scienza è conoscenza e la conoscenza è libertà.
Non si ostacoli la libertà.
Non si ostacoli la Scienza.
The supreme function of reason is to show man that some things are beyond reason.
Blaise Pascal
Science, from the Latin “scire”, to know.
But how to know? Aristotele talks about “knowledge natural wish”. Where is this desire from?
Stagira’s philosopher bases it on wonder. When do we wonder? Well, when we see something we don’t know, something that makes us know that we don’t know.
After a moment of wonder, doubts begin. Doubt, the essence of that knowledge which is a very hard desire for scientists. Think of Einstein who burnt all his life studying and resolving equations to find the primary cause of the Universe. Would you have stopped him?
At the end, he had repented of his efforts because he had helped the creation of the Atomic bomb, but was it really his fault?
The problem is that there always have been a lot of exploiters in the World:do we need to show our military power? Let’s make the H bomb!
But why this frantic race? Why is it useful to know if the Big Bang existed or not?
Men are different (at least they should be) from animals because of reason.
Often pragmatically useless things start big revolutions that go over the scientific domain:
the heliocentric theory, for example.
In the Aristotelian-Ptolemaic system the Earth was considered the centre of the Universe, this justified the social hierarchic order. The heliocentric theory influenced not only the philosophical and scientific thought, but also the social organization.
Individualism vs Authority.
Knowledge makes us free. Think of the “Columns of Hercules”, more mental than physical limits, and remember what Dante wrote in his “Divine Comedy” :<< Ye were not form’d to live the life of brutes, But virtue to pursue and knowledge high>>
If men didn’t overcame those columns, today we couldn’t eat our beloved “Pasta col Sugo” (tomatoes were beyond the columns)
Living with doubts causes a very hard desire of bridging the unbridgeable ignorance, and, at the same time, fear.
It’s normal that men are afraid of what they don’t know.
Primitive people, probably, were afraid of fire, but then they “domesticated” it.
And we have to fight against our fears, don’t we? The Ancient Greeks invented the tragedy to do this: sympathizing with our fears helps us to shut them out.
Cloning, stem cells: do you think Science is going to create immortal beings?
This won’t happen unless Economy and Politics take the upper hand.
If your son were studying stem cells, would you stop him?
And if he was finding a remedy to cancer?
Often mass media, when talking about research, use “cinematographic” and apocalyptic tones:
Biotechnology discoveries? The army of clones is ready. Nobody explains that those discoveries can be helpful to make “spare parts” for men like hearts, lungs: saving lives.
But think about euthanasia and biological will: unfortunately, we have been shown the images of a cold, insensitive, heartless Science and a good and just, life loving Church.
As if scientists despise life!
I think, a secular State should grant freedom of thought and choice (respecting the principles of morality) to his catholic and non catholic citizens.
Science loves life.
Is living as a vegetable real life? Does a man die when his heart stops to beat or when his encephalogram is plane?
Both the two thesis have an endless list of arguments for and against; so the answer is freedom.
The state guarantees freedom of choosing how live our life.
Science is knowledge and knowledge is freedom.
Don’t put obstacles in front of freedom.
Don’t put obstacles in front of Science.
« – [...] Merita la morte. – Se la merita! E come! Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze. » ((Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, Libro I, Capitolo II di J. R. R. Tolkien))
Ritorna, spesso ultimamente, il discorso tortura-pena di morte.
Giusto o sbagliato, voi cosa ne pensate?
Gli Stati Uniti hanno da poco intrapreso la strada giusta: Obama chiuderà il carcere di Guantanamo. Giusta,secondo me, ma sono in molti a ritenere pena capitale e tortura utili.
Utili perché contro il dilagare della delinquenza sono necessarie pene dure: la pena capitale rappresenta l’utile deterrente per evitare che certi crimini si ripetano.
<<In Giappone, l’ 80 per cento della popolazione nipponica si dichiara favorevole alla pena di morte come “deterrente”, ma vi sono dati che dimostrano il contrario: nei quattro anni di moratoria non ufficiale, dal 1989 al 1993, gli omicidi hanno raggiunto la percentuale più bassa degli ultimi tempi: 1125 nel 1991 contro i 1419 del 2004 dopo la ripresa delle esecuzioni.>> ((http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/esteri/pena-di-morte/la-deterrenza/la-deterrenza.html)), ancora convinti della sua utilità?Considerate poi il fattore “errore”: e se i giudici condannassero la persona sbagliata? Read entire article.
Giudice è chi per volontà propria o preciso incarico giudica persone o cose.
Per giudicare egli avrà bisogno di conoscere ciò che giudica: dovrà raccogliere informazioni, analizzarle e giungere ad una giusta ed equa sentenza.
E se egli fosse uno degli schiavi del mito della caverna?
Giusto per rinfrescare un po’ la memoria di questo mito platonico: pensate ad uomini legati in modo tale da non poter nemmeno voltarsi con la testa, rivolti verso il fondo di una caverna.
Questi uomini, lì da tutta una vita, non hanno visto altro se non una proiezione della realtà, ma per loro quella proiezione è realtà; perché hanno sempre e solo visto quella, hanno ragionato, vissuto, pensato sempre e solo in funzione di quella falsa realtà.
Se uno schiavo riuscisse a liberarsi e volesse “vedere” la realtà – quella vera – andrebbe incontro all’atroce dolore provocato dalla “luce” del mondo reale.
Bene, ipotizziamo che uno di questi uomini sia un giudice che basa le sue tesi sulla “realtà” trasmessagli dai mass media: può puntare il dito?
Può essere giudice giusto?
Non conoscere la verità potrebbe essere un buon motivo per astenersi dal giudicare?
Giudicare sulla base di falsità può condurre il giudice a chiamare “assassinio” il gesto di coraggio e di estremo amore nei confronti della figlia di un padre.
Per voi, è un criminale un uomo che ha passato 17 anni della sua vita al capezzale di un letto tra speranza e rassegnazione?
L’unica colpa di quest’uomo è quella di non aver taciuto la vicenda della figlia, ma è davvero una colpa?
A nessuno auguro una tragedia simile, ma voi cosa avreste fatto al posto di quel padre?
« Ci sono due cose infinite nell’universo: l’universo e la stupidità umana, e della prima non ne sono sicuro [...] Se dovessi rinascere, farei l’idraulico. »
Albert Einstein
“Il nostro sistema politico non compete con istituzioni che sono vigenti altrove.
Noi non capiamo i nostri vicini, ma cerchiamo di essere un esempio.
Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto Democrazia.
Le leggi assicurano una giustizia uguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana: noi non siamo sospettosi l’uno dall’altro e non infastidiamo il nostro prossimo se preferisce vivere a modo suo […].
Ma questa libertà non ci rende anarchici.
Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede solo nell’universale sentimento di ciò che è giusto […].
La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero […].
Noi siamo liberi di vivere proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo […].
Noi amiamo la bellezza senza indulgere tuttavia a fantasticherie, e benché cerchiamo di migliorare il nostro intelletto, non ne risulta tuttavia indebolita la nostra volontà […].
Riconoscere la propria povertà non è una disgrazia presso di noi; ma riteniamo riprovevole non fare alcuno sforzo per evitarla.Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private […]. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita a una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica, ma come indispensabile premessa ad agire saggiamente […].
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà e la libertà il frutto del valore, e non ci tiriamo indietro di fronte ai pericoli di guerra […].Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la prontezza nel fronteggiare le situazioni e la fiducia in se stesso.”
da “La guerra del Peloponneso” II, 34-41 di Tucidide
« Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini »
Antonio Gramsci, lettera alla madre, 10 maggio 1928
…siccome, povero com’era (ndr Talete), gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un’abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n’era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo.
Aristotele