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Paura del diverso: ma non eravamo tutti uguali?

<<Le cause principali del rifiuto di chi è diverso sono infatti l’ignoranza e il ritenere le proprie abitudini valide per natura>>

Come possiamo capire ed “accettare” gli altri se non li conosciamo?
Prima di puntare il dito, dovremmo riflettere.
Stiamo commettendo dalla notte dei tempi sempre lo stesso errore: ritenerci superiori agli altri, noi i civili e gli altri gli incivili.

Tanta gente è morta per la sua diversità.

Perché aveva la pelle di un colore diverso, perché la pensava diversamente, perché apparteneva ad una razza “inferiore”, ma inferiore a chi?  Chi sono i “superiori”?  Non siamo tutti uguali?

A quest’ultima domanda tutti rispondono:<< Si, siamo tutti uguali>>, ma nei fatti…

Gli islamici? Uccidiamoli prima che ci uccidano, ci odiano, ci chiamano infedeli.
E pensare che papa Urbano II indisse le crociate proprio contro gli infedeli, che, al tempo, erano gli islamici.
Cristianità contro Islamismo, ieri, Islamismo contro Cristianità, oggi, ma non eravamo tutti uguali?

Tutti inorridiamo di fronte al genocidio degli Ebrei, ma poi saremmo disposti ad eliminare albanesi, cinesi, romeni e chi più ne ha più ne metta.

Siamo felici quando il governo manda l’esercito a “proteggerci” dai rom.
Gad Lerner scriveva “con la scusa del popolo”;
qualcuno si è mai sforzato di far capire al popolo che non tutti gli stranieri sono criminali, qualcuno ha mai pensato che ruba chi è disperato?

Si ha paura di perdere l’identità nazionale, si ha paura della cultura dello straniero.
Non è forse l’ora di affrontare questa paura?  In che modo?

Potremmo cominciare col conoscere usi e costumi di chi crede in un altro Dio, di chi viene dalla Romania o dalla Cina e poi cercare di capirli, forse non ci riusciremo completamente, ma tentar non nuoce.
“Impariamo” la cultura straniera, senza dimenticare la nostra, anzi, “insegniamo” la nostra.
Conoscendoci la paura dell’altro diverrà solo un brutto ricordo.

Quando ci guarderemo negli occhi, riconoscendoci come persone “diverse”, nel senso buono del termine, quando smetterà di esistere la contrapposizione noi-loro, ci riconosceremo in una sola cosa: il mondo.

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4 Responses to “Paura del diverso: ma non eravamo tutti uguali?”

  1. Rossella says:

    grande Fra…. hai pienamente ragione…. chi può mai stabilire se siamo noi i superiori e quali sono le caratteristiche per “essere superiori”?!? magari anche noi abbiamo da imparare dalle altre culture…. non è detto che noi siamo i civili e gli altri vanno sottomessi… non dovrebbe nemmeno esistere la parola “diverso” perchè tutto è relativo….. siamo tutti uguali….

  2. Marcus says:

    Chi ruba è disperato?Bella stronzata,la stragrande maggioranza dei ladri ha capito che è più facile rubare che spaccarsi il culo per 1000 euro al mese…

  3. aurelio says:

    ..tenetevi i rom gli albanesi…e gli amati romeni!!! l italia?….x loro e la vigna dei COGLIONI!!!

  4. Francesco says:

    @Marcus: hai perfettamente ragione, ma non bisogna commettere l’errore di generalizzare e dire che i criminali sono per forza stranieri (rom o chicchessia), dopotutto i migliori ladri sono italiani…
    Nell’articolo mi riferivo a gente che ruba perchè muore di fame, perchè sfruttata…

    @aurelio: mica è colpa loro se la nostra giustizia fa schifo? Commetere crimini e restare impuniti è più facile in Italia che in altri Paesi.
    Ci tengo a ribadire che non tutti i rom o gli albanesi sono criminali

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