Nov 20 2009

Tolleranza parolaccia

Posted by Francesco in Politica, Questione di libertà

Nota: l’articolo è stato scritto in ottobre.Fa parte della tradizione “compiti”

“Non è detto che l’intollerante, accolto nel recinto della libertà, capisca il valore etico del rispetto delle idee altrui. Ma è certo che l’intollerante escluso non potrà mai diventare un leale osservatore della tolleranza […]

Norberto Bobbio

Tolleranza, intolleranza, tolleranti, intolleranti.
Tollerare…Credo derivi dal latino.
Ah ecco: fero, fers, tuli, latum, ferrre.Verbo politematico. Trovato. Significa sopportare.
Siccome l’italiano deriva dal latino, tollerare equivale a sopportare.

Si può sopportare un peso, il caldo, il freddo, qualunque cosa arrechi fastidio.
Ma, tollerare omosessuali, immigrati…come è possibile?
Sopportare modi di vivere diversi dai propri.
Sopportare chi ha diversi inclinazioni sessuali.
Sopportare il non italiano (o non Padano, per Bossi).
Sopportare diverse idee.
Sopportare il fatto che altri vivano.
Ma, perché “sopportare”? Quale fastidio ci creano?

É evidente quanto sia grave il fatto stesso di avere nel nostro vocabolario il termine “tollerare”.
Tolleranza ed intolleranza ci fanno capire che la libertà non esiste.

Questa la realtà dei fatti: non ci resta, quindi, che utilizzare, seppur a malincuore, queste parolacce.
“Ogni uomo nasce libero” diceva Locke. Purtroppo sbagliava. Read entire article.

Sep 12 2009

Gridare più forte!

Posted by Francesco in Musica, Politica, Questione di libertà

Update: Il brano non è più disponibile su jamendo
Ero distratto, mi ero rilassato
credevo tutto questo fosse roba del passato
invece eccomi qua
mi sono ritrovato
in uno stato
controllato
da chi decide quel che è giusto e
quello che è sbagliato.

non riconosco più la verità
sommersa dal rumore di un televisore
opinioni, spiegazioni, interpretazioni
spesso false informazioni
con un ritmo ed un volume così forte
che non mi resta che

la realtà non è così importante
è meglio che la gente
sappia poco e niente
e sai qual’è il migliore diluente
di notizia imbarazzante?
ci sparano un milione di notizie nella mente

non riconosco più la verità
sommersa dal rumore di un televisore
opinioni, spiegazioni, interpretazioni
spesso false informazioni
con un ritmo ed un volume così forte
che non mi resta che

non riconosco più la verità
sommersa dal rumore di un televisore
opinioni, spiegazioni, interpretazioni
spesso false informazioni
con un ritmo ed un volume così forte
che non mi resta che
gridare più forte

prima che le speranze siano morte
gridare più forte

Guerra si o no, diamo spazio alle opinioni
si però, oggi no!
c’è la coppa dei campioni
e al grande fratello due eliminazioni
non ho per pensare
chi votare alle elezioni!

Più informazioni sul brano

Genere : Metal
Durata : 6:05

Sep 04 2009

No one should die because of money

Posted by Francesco in Politica, Questione di libertà

“No one should die because they cannot afford health care, and no one should go broke because they get sick. If you agree, please post this as your status for the rest of the day.”

Barack Obama

Aug 26 2009

I Pirati tornano a solcare la Baia

Posted by Francesco in Questione di libertà

The Pirate Bay è tornata!

Sicuramente i più affezionati si saranno accorto del fatto che il mega-tracker è stato down per qualche ora.

Sembrava finita.

Il governo svedese, spinto dalle major, aveva minacciato l’ISP di TPB con una multa da 50000 € circa.

Il provider ha staccato la connessione alla Baia.

Poche ore dopo  i Pirati tornano a solcare la Rete.

Tutto è su un nuovo server, con un altro fornitore.

The Pirate Bay come l’Araba Fenice.

Lunga vita a The Pirate Bay!

Lunga vita alla libera condivisione!

La maglietta con la provocazione:Ho speso mesi di tempo e milioni di dollari per chiudere The Pirate Bay, e tutto ciò che ne ho ricavato è questa bellissima maglietta! - Con amore, The Pirate Bay.

La maglietta con la provocazione:"Ho speso mesi di tempo e milioni di dollari per chiudere The Pirate Bay, e tutto ciò che ne ho ricavato è questa bellissima maglietta! - Con amore, The Pirate Bay".

Aug 21 2009

EU Parliament video stream is not open

Posted by Francesco in Politica, Questione di libertà

Original post at http://vinci.wordpress.com/2009/05/11/eu-parliament-video-stream-is-not-open/

I recently discovered the EU parliament life video stream. But I found that there is no open standard. They only provide WMV and MPEG4. This sounds weird, because the EU ist struggling for year against Microsofts monopoles in different sectors. But when it comes to the coverage of the heart of the EU they depend on Microsoft technology without alternative. One technology that should be used ist OGG Theora. It would allow everybody, even with free software to watch the debates. It cant be that you are forced to use Windows, just to participate as a citizen of the european union!? A quote from their website:

What formats are available and why?

Two video formats are available:

  • WMV (Windows Media Video)
  • MPEG-4 (Moving Picture Experts Group)

These two formats both meet the following requirements:

  • Streaming: Each event is broadcast in real time, which requires the use of Streaming. Progressive downloading, often used for broadcasting videos on the web, is not sufficient.
  • Multilingualism: Each event is broadcast in all the official languages of the European Union (when interpretation is available).
  • Simultaneity: Parliament currently broadcasts up to 6 events simultaneously and will soon be able to broadcast up to 13.
  • Multi-bitrate: Each event is broadcast in three different qualities to allow access by the largest possible number of citizens, depending on their internet infrastructure.
But none of these two format meet the requirements that everybody can use them as they are patented. Anybody has an idea how to change policy, so that every Linux user can participate in european democracy. Some organisations already do that, thankfully. I like to point out german Deutschlandfunk radio who provide a OGG Vorbis Audio stream for some years now as an alternative to MP3. I dont quite know if it is possible with Theora to meet all the above requirements. But maybe we can find out or work on it and pressure the EU to add Theora as an alternative?

Jul 09 2009

Mono: credere alle promesse di M$?

Posted by Francesco in GNU/Linux, Questione di libertà

Mi piace l’entusiasmo della comunità: Microsoft ha promesso  (contratto vincolante) che non farà causa a chi usa MONO.

In un comunicato, tutto a riguado di C# e CLI (ECMA 334 e 355) si è chiarito.

Resta qualcosina di incerto (Winforms, ad esempio non è presente nelle specifiche), ma fin qui notizia straordinaria.

Ci possiamo fidare?

Leggete qua:

Q: Does this CP apply to all versions of the specification, including future revisions?

In breve
A: The Community Promise applies to all existing versions of the specifications designated on the public list posted at /interop/cp/, unless otherwise noted with respect to a particular specification.

In breve: “l’accordo varra anche per le versioni future?” “L’accordo è applicabile a tutte le versioni esistenti

Ha detto “esistenti”, non “future”.   Solo un problema di comunicazione? Io non mi fido molto.

Usate MONO, se volete, ma mi raccomando occhi aperti!

Timeo Danaos et dona ferentes

Jul 08 2009

DRM.info

Posted by Francesco in Come funziona, Questione di libertà

Disney:
“Se le persone sapessero cos’è il DRM, avremmo già fallito!”

FSFE: “DRM.info ferma il silenzio sul DRM!”

DRM.info -- Quello che dovreste sapere sul Digital Restrictions Management

Il Software Libero è il
software che mette l’utente in grado di controllare i propri computer e
dispositivi. Al contrario, il Digital Restriction Management è una
tecnologia par mettere l’utente sotto il controllo di terzi fornitori di
materiali audiovisivi o testuali. Questi due fini appaiono
fondamentalmente incompatibili per FSFE.

Ma non è solamente FSFE a vedere problemi con il DRM. La società tedesca
per le scienze informatiche (”Gesellschaft für Informatik”) dice: “Se il
DRM prevalesse sul mercato, allora gli utenti perderebbero il controllo
dei loro computer” [1]. Symantec condivide questa opinione: “Come
risultato, i clienti di tutto il mondo perderanno la possibilità di
scegliere le soluzioni per la sicurezza che vogliono usare sui propri
sistemi operativi, e saranno costretti ad utilizzare quelle soluzioni
offerte o permesse da Microsoft” [2].

Questa perdita di controllo significa che case editrici, stazioni TV,
governi (incluse le loro amministrazioni), banche, società produttrici ed
individui, perderanno il controllo non solo sulle loro schede grafiche,
monitor e dischi, ma anche sui loro cellulari, fotocamere digitali e
qualsiasi altra periferica digitale che in teoria dovrebbe essere in loro
possesso.

Nonostante FSFE sia convinta che non ci sia nessun motivo legittimo per
cui una società costruita sulla libertà e la democrazia dovrebbe
considerare giusto che qualcuno metta l’uso personale di computer e
dispositivi sotto il controllo di terze parti, siamo costretti a
riconoscere che ampi provvedimenti legislativi sono stati adottati in
tutto il mondo proprio a questo scopo.

Per questo motivo consideriamo necessaria una revisione di trattati
internazionali e leggi come TRIPS, DMCA, EUCD e altri, e cercheremo di
farlo nelle sedi adeguate, nonostante sia un compito difficile e
probabilmente non di rapido successo.

Conoscendo la tabella di marcia che comporta e assumendo che le
tecnologie DRM non scompariranno in breve tempo, abbiamo anche una serie
di obiettivi legislativi di breve-medio termine:

  • Segnali di avvertimento di DRM sui prodottiAi consumatori dovrebbe essere data una giusta possibilità di non
    comprare accidentalmente prodotti che li incatenino al controllo di
    terze parti. Per poter prendere decisioni consapevoli, essi
    dovrebbero ricevere le informazioni necessarie al momento
    dell’acquisto.
  • Permettere l’aggiramento delle misure DRM per scopi legaliL’uso legale di computer e dispositivi personali non dovrebbe mai
    diventare illegale. Ma questo è proprio l’effetto ottenuto da alcuni
    provvedimenti “anti-aggiramento”: operazioni permesse dalla legge
    diventano illegali, non per l’operazione in sè, ma per l’aggiramento
    necessario per esercitare un proprio diritto.
  • Nessun DRM nel contesto della politicaI governi devono mantenere il pieno e sovrano controllo dei propri
    dati, procedure e decisioni. Un utente di software con DRM, inclusi i
    governi, non potrà mai avere il pieno controllo sui propri computer.
    Per questa ragione i sistemi DRM non devono avere spazio all’interno
    della politica.
  • Servizi pubblici per tuttiI servizi pubblici dovrebbero essere disponibili a tutti i cittadini,
    inclusi quelli che fanno uso di
    Software Libero. Dovrebbe
    quindi essere obbligatorio fornire sempre un modo per accedere a
    servizi e informazioni pubbliche tramite Software Libero.

DRM.info

Per affrontare questi problemi e portarli all’attenzione pubblica, FSFE
ha avviato DRM.info, una piattaforma
collaborativa di informazione con i contributi di organizzazioni
provenienti da diverse aree, tra cui diritti digitali, biblioteche,
tutela dei consumatori e comunità creative.

Visitate subito DRM.info e indirizzate
altri al sito mettendo un collegamento ad esso: aiutateci a diffondere la
notizia.

Supportare DRM.info

Il portale DRM.info è mantenuto dalla Free
Software Foundation Europe (FSFE), che si finanzia autonomamente
attraverso donazioni e i contributi
della
Fellowship di FSFE.
È anche possibile contribuire
come volontari.


La copia letterale e la distribuzione di questo articolo nella sua integrità sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.
Si prega di segnalare eventuali errori in questa pagina a webmaster at fsfeurope.org.

Jun 28 2009

Perché il software libero non dovrebbe dipendere da Mono o C#?Why free software shouldn’t depend on Mono or C#?

Posted by Francesco in GNU/Linux, Questione di libertà

Scritto da Richard Stallman Tradotto da Francesco Laruina La decisione di Debian di includere Mono nell’installazione di default, per il bene di Tomboy che è una applicazione scritta in C#, porta la comunità verso una direzione rischiosa. È pericoloso dipendere da C#, perciò bisogna scoraggiarne l’uso. Il problema non è solo di Mono; ogni implementazione libera di C# pone lo stesso problema. Il pericolo è che Microsoft stia probabilmente progettando di costringere tutte le implementazioni libere di C# usando i brevetti software.(Vedi http://swpat.org e http://progfree.org) Questo è un reale pericolo, e solo folli potrebbero ignorarlo fino al giorno in cui realmente accadrà. Ciò non è dire che programmare C# sia una pessima cosa. Le implementazioni libere di C# permettono all’utente di utilizzare i loro programmi in C# si piattaforme libere, che è bene. (Anche The Gnu Project ha una implementazione di C#, chiamata Portable.NET.)Idealmente vogliamo offrire implementazioni libere per tutti i linguaggi che i programmatori abbiano usato. Il problema non è nelle implementazioni in C#, ma piuttosto in Tomboy ed altre applicazioni scritte in C#.Se perdiamo l’uso di C#, perderemo anche loro. Questo non è definirle non etiche, ma significa che scriverle ed usarle è prendere un rischio gratuito. Dovremmo organizzarci sistematicamente per dipendere il meno possibile dalle libere implementazioni di C#. In altre parole, dovremmo scoraggiare le persone dallo scrivere programmi in C#. Dunque, non dovremmo includere implementazioni C# nell’installazione di default di distribuzioni GNU/Linux, e dovremmo distribuire e raccomandare l’uso di applicazioni non in C# invece di applicazioni in C# ogniqualvolta possibile.Written by Richard Stallman

Debian’s decision to include Mono in the default installation, for the sake of Tomboy which is an application written in C#, leads the community in a risky direction. It is dangerous to depend on C#, so we need to discourage its use.

The problem is not unique to Mono; any free implementation of C# would raise the same issue. The danger is that Microsoft is probably planning to force all free C# implementations underground some day using software patents. (See http://swpat.org and http://progfree.org.) This is a serious danger, and only fools would ignore it until the day it actually happens. We need to take precautions now to protect ourselves from this future danger.

This is not to say that implementing C# is a bad thing. Free C# implementations permit users to run their C# programs on free platforms, which is good. (The GNU Project has an implementation of C# also, called Portable.NET.) Ideally we want to provide free implementations for all languages that programmers have used.

The problem is not in the C# implementations, but rather in Tomboy and other applications written in C#. If we lose the use of C#, we will lose them too. That doesn’t make them unethical, but it means that writing them and using them is taking a gratuitous risk.

We should systematically arrange to depend on the free C# implementations as little as possible. In other words, we should discourage people from writing programs in C#. Therefore, we should not include C# implementations in the default installation of GNU/Linux distributions, and we should distribute and recommend non-C# applications rather than comparable C# applications whenever possible.

Verbatim copying and distribution of this entire article are permitted worldwide, without royalty, in any medium, provided this notice is preserved.

Apr 29 2009

Scienza:conoscere=libertàScience: knowledge=freedom

Posted by Francesco in Filosofia, Questione di libertà, Storia


Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c’è un’ infinità di cose che la sorpassano

Blaise Pascal

Scienza dal latino “scire” conoscere, sapere. Ma come si fa a conoscere?
Aristotele parla di “naturale desiderio di conoscenza” dell’uomo. Ma da dove viene questo desiderio?
Lo Stagirita pone alla base di tutto la meraviglia.
Quando ci si meraviglia? Beh di fronte a qualcosa che ignoriamo, di fronte a ciò che ci fa accorgere del nostro “non-sapere”. È proprio dopo l’attimo di stupore che cominciano i dubbi. Dubbio, motore scatenante di quella conoscenza che per gli scienziati diventa spesso vera e proprio bramosia.

Pensate a quell’ Einstein che bruciò tutta la sua vita a studiare e/a risolvere montagne di equazioni alla ricerca della causa prima dell’ Universo. Voi l’avreste fermato?
Alla fine egli si pentì dei suoi sforzi perchè essi contribuirono alla creazione dell’atomica, ma fu davvero colpa sua?
Il problema è che al mondo non sono mai mancati “strumentalizzatori”: ci serve ribadire la nostra potenza militare?Creiamo la bomba H.

Ma perchè questa corsa frenetica? A cosa serve sapere se il Big Bang c’è stato o meno?

L’uomo si distingue (quantomeno dovrebbe) dall’animale per la ragione.
Spesso cose pragmaticamente “inutili” hanno segnato grandi rivoluzioni che vanno ben oltre il mero ambito scientofico: la teoria eliocentrica, ad esempio.

Nel sistema aristotelico-tolemaico si considerava la Terra al centro dell’Universo, veniva così a giustificarsi l’organizzazione gerarchica della società. La teoria eliocentrica smosso non solo il pensiero filosofico-scientifico, ma contribuì ad un radicale cambiamento della società.

Individualism vs Authority, Individualismo contro Autorità.

La conoscienza rende liberi. Pensate alle antiche Colonne d’Ercole, limite mentale più che fisico, e ricordate ciò che Dante scrisse nella Divina Commedia: “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Se l’uomo non avvesse oltrepassato quelle Colonne, oggi non potremmo mangiare nemmeno la nostra amata pasta col sugo (i pomodori erano al di là)

Vivere nel dubbio comporta ardente desiderio di colmare l’incolmabile ignoranza, e allo stesso tempo, paura.
É normale che l’uomo abbia paura di ciò che ignora.
I primitivi probabilmente ebbero paura del fuoco, ma poi lo “addomesticarono”. E poi, bisogna affrontare le proprie paure, no? I Greci inventarono, per farlo, la tragedia: immedesimarsi, vivere le proprie paure serve ad allontanarle.

Clonazione, cellule staminali: avete paura che la Scienza crei esseri immortali?Questo non accadrà mai a meno che la politica e l’economia non prendano il sopravvento.
Se vostro figlio stesse studiando le cellule staminali, lo fermereste? E se scoprisse un rimedio al cancro?
Spesso i media assumono nei confronti della ricerca toni “cinematografici” ed apocalittici: scoperte in biotecnologia? Ecco pronto l’esercito dei cloni, nessuno dice invece che quella ricerca potrebbe portare a “pezzi di ricambio” per l’uomo come cuori, polmoni: vite salvate.

Ma pensiamo ai casi più eclatanti di eutanasia e testamento biologico, oggi alla ribata, sono apparse, spesso, purtroppo, le immagini di una Scienza fredda, insensibile, senza cuore e di una Chiesa buona e giusta, amante della vita. Come se gli scienziati la disprezzassero.

In verità, uno Stato laico dovrebbe garantire libertà di pensare e di scegliere (nel rispetto del buon costume) ai suoi cittadini cattolici e non.

La Scienza ama la vita.
Ma ha senso vivere de vegetale? Un uomo è morto quando il suo cuore smette di battere o quando il suo encefalogramma è piatto?

Entrambe le tesi troverebbero un’infinità di argomenti a favore e contro, quindi la risposta è libertà.
Lo Stato garantisca libertà di scegliere della propria vita.

La Scienza è conoscenza e la conoscenza è libertà.
Non si ostacoli la libertà.
Non si ostacoli la Scienza.

The supreme function of reason is to show man that some things are beyond reason.

Blaise Pascal

Science, from the Latin “scire”, to know.
But how to know? Aristotele talks about “knowledge natural wish”. Where is this desire from?

Stagira’s philosopher bases it on wonder. When do we wonder? Well, when we see something we don’t know, something that makes us know that we don’t know.

After a moment of wonder, doubts begin. Doubt, the essence of that knowledge which is a very hard desire for scientists. Think of Einstein who burnt all his life studying and resolving equations to find the primary cause of the Universe. Would you have stopped him?
At the end, he had repented of his efforts because he had helped the creation of the Atomic bomb, but was it really his fault?

The problem is that there always have been a lot of exploiters in the World:do we need to show our military power? Let’s make the H bomb!

But why this frantic race? Why is it useful to know if the Big Bang existed or not?

Men are different (at least they should be) from animals because of reason.

Often pragmatically useless things start big revolutions that go over the scientific domain:
the heliocentric theory, for example.

In the Aristotelian-Ptolemaic system the Earth was considered the centre of the Universe, this justified the social hierarchic order. The heliocentric theory influenced not only the philosophical and scientific thought, but also the social organization.

Individualism vs Authority.

Knowledge makes us free. Think of the “Columns of Hercules”, more mental than physical limits, and remember what Dante wrote in his “Divine Comedy” :<< Ye were not form’d to live the life of brutes, But virtue to pursue and knowledge high>>
If men didn’t overcame those columns, today we couldn’t eat our beloved “Pasta col Sugo” (tomatoes were beyond the columns)

Living with doubts causes a very hard desire of bridging the unbridgeable ignorance, and, at the same time, fear.
It’s normal that men are afraid of what they don’t know.
Primitive people, probably, were afraid of fire, but then they “domesticated” it.
And we have to fight against our fears, don’t we? The Ancient Greeks invented the tragedy to do this: sympathizing with our fears helps us to shut them out.

Cloning, stem cells: do you think Science is going to create immortal beings?
This won’t happen unless Economy and Politics take the upper hand.
If your son were studying stem cells, would you stop him?
And if he was finding a remedy to cancer?

Often mass media, when talking about research, use “cinematographic” and apocalyptic tones:
Biotechnology discoveries? The army of clones is ready. Nobody explains that those discoveries can be helpful to make “spare parts” for men like hearts, lungs: saving lives.

But think about euthanasia and biological will: unfortunately, we have been shown the images of a cold, insensitive, heartless Science and a good and just, life loving Church.
As if scientists despise life!

I think, a secular State should grant freedom of thought and choice (respecting the principles of morality) to his catholic and non catholic citizens.
Science loves life.

Is living as a vegetable real life? Does a man die when his heart stops to beat or when his encephalogram is plane?

Both the two thesis have an endless list of arguments for and against; so the answer is freedom.
The state guarantees freedom of choosing how live our life.

Science is knowledge and knowledge is freedom.
Don’t put obstacles in front of freedom.
Don’t put obstacles in front of Science.

Mar 07 2009

Brevetti al capolinea?

Posted by Francesco in Questione di libertà

«Science» lancia la Borsa delle idee

MILANO – Una Borsa elettronica delle idee, dove poter trattare le invenzioni come fossero titoli azionari. Ridotta all’ estrema sintesi, è questa la proposta che emerge dalla ricerca condotta da un team dell’ Università Bocconi che sarà pubblicata oggi sulla prestigiosa rivista Science. E si tratta di un’ ipotesi di riforma che potrebbe dare un po’ d’ ossigeno a un’ economia globale nel pieno della crisi. L’ interrogativo di partenza è il superamento del sistema dei brevetti, considerato poco efficace per stimolare quella creatività umana che produce innovazione e che, dunque, contribuisce allo sviluppo economico. Come sottolinea la ricerca guidata da Debrah Meloso con i colleghi Peter Bossaerts (della Caltech) e Jernej Copic (dell’ Università di California), l’ attuale sistema dei brevetti finisce infatti per premiare un singolo «inventore», cioè il primo che ottiene la certificazione (dimenticando quindi chi arriva dopo, anche se la sua idea può rivelarsi migliore), con la conseguenza di creare una situazione di monopolio, di impedire che la conoscenza diventi patrimonio comune, di bloccare possibili strade alternative e di scoraggiare ulteriori ricerche che possano inserissi su quell’ idea brevettata. Del tutto opposto è invece lo scenario individuato dai ricercatori della Bocconi: chi sta lavorando a un’ idea ancora in fase embrionale dovrebbe poterla «quotare» in Borsa e acquistarne le azioni (allo stesso modo potrebbe fare chi crede in quell’ idea, singoli investitori come venture capitalist). Sia l’ inventore che gli investitori verrebbero remunerati attraverso l’ aumento di valore delle azioni, il patrimonio di conoscenza sarebbe a disposizione di tutti (perché è interesse dello stesso inventore diffondere informazioni per attirare investimenti) e niente impedirebbe ad altri investitori di puntare invece su idee alternative per raggiungere la stessa soluzione.

Giancarlo Radice sul Corriere della Sera

Link articolo originale