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Boccaccio: verso le pari opportunità

La donna. La società è stata (e forse lo è tuttora) maschilista e l’ha sempre usata.

Con l’avvento dell’uomo sulla Terra, si è imposta la superiorità maschile: bisognava cacciare per sopravvivere e l’uomo era fisicamente più forte; pertanto la donna venne relegata a quelle che oggi chiameremmo “faccende di casa”, l’allevamento dei piccoli, ad esempio.

La situazione è rimasta a lungo pressoché invariata e nonostante i vari eventi susseguitisi nella Storia, il maschilismo pervade ancora il mondo.

Gli stessi stilnovisti, per i quali la donna rappresentava il tramite tra Dio e l’Uomo ed era oggetto di poesia, la usarono come strumento di elevazione spirituale e culturale ed indefinitiva la usarono come mezzo per raggiungere la nobiltà d’animo.

I poeti comico-giocosi cantarono di donne reali (accentuandone i difetti), ma, vivendo essi l’Amore in maniera puramente carnale, trasformarono le belle donne in oggetto, strumento di piacere.

Poi arriva Boccaccio ed è rivoluzione.

Egli capisce, finalmente, che anche le donne provano sentimenti e che non solo gli uomini soffrono per Amore.
Questi ultimi per alleviare le loro sofferenze hanno diversi altri svaghi come la caccia, la pesca, la taverna, alle donne adulte, dal canto loro, <<è assai l’ago il fuso e l’arcolaio>>, ma alle ragazze?

É proprio a loro che il rivoluzionario Boccaccio dedica il Decameron, opera realmente filogina, consolatoria di quelle fanciulle che soffrono tacendo.

Dedica la sua opera ad un pubblico femminile, in antitesi al clima culturale che lo circonda, ma era accaduta cosa simile, prima di allora la produzione letteraria era stata sempre e solo destinata ad una élite alto-borghese rigorosamente composta da maschi.

Questo gli procurò fama di scrittore di bassa lega e l’ultimo Boccaccio sarà costretto, suo malgrado, a divenire misogino.

Ma << alea iacta est>>, egli ha ormai compiuto il primo passo verso la modernità, ha aperto la strada verso una nuova era, un’era in cui uomini e donne sono uguali, un’era di pari opportunità.

Purtroppo c’è una nota di rammarico: quella strada intrapresa col Decameron è ancora lunga e l’era delle pari opportunità (reali, non solo sulla carta) lontana.

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